Memorial Giselda Carnino e Albino Suppo

Giochi senza Frontiere

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La Storia dei Giochi

(tratto “1983-2007 Questi primi 25 anni della festa Patronale di Maria Bambina” a cura di Francesco Scrudato)

Nati prima di tutto come giochi di cortile o “Giochi sotto il Campanile” con squadre formate al momento, la domenica pomeriggio, da mamme, papà, nonni e figli. Il cortile non era ancora asfaltato ed era pieno di pietre e polvere, ma c’era tanta voglia di sano divertimento.

Memorabili furono le gare della corsa delle rane con queste povere malcapitate poggiate su una cariola di legno senza sponde, ogni tanto saltavano giù provocando il fuggi fuggi generale delle donne e le grandi risate dei più piccoli. Come non citare, inoltre, l’albero della Cuccagna che per anni venne posizionato in un angolo del cortile con le grandi sfide a squadre dei giovani papà.

Dopo qualche tempo si passò ai veri giochi senza frontiera con la partecipazione di tante squadre provenienti dai diversi oratori della provincia e della nostra città. Il vociare dei ragazzi presenti animava
piazza Annunziata la domenica
pomeriggio. Sfidarsi senza animosità ma con il solo scopo di
portare a casa la vittoria e una
coppa che il più delle volte era
solo simbolica, faceva sì che s’instaurasse un vero rapporto di
amicizia tra i ragazzi e tra i geni-
tori presenti. Alla fine i giochi si
concludevano con i gavettoni
generali anche quando il tempo
non era clemente.

 

Perdere i giochi era duro per
tutti i ragazzi, ma per quelli del
nostro oratorio lo era ancora di
più. In alcune occasioni si sono
anche lasciati andare ad inutili
bonarie contestazioni. Albino Suppo, ideatore e conduttore da sempre dei giochi, era costretto a subire i maggiori reclami principalmente dai Nostri ragazzi. Ne voglio ricordare solo alcuni: Enzo, Daniele, Gianluca, Toni, Fabio, Alessandro, Nadia etc...

Per l’amico Suppo l’organizzazione dei giochi era una tappa importante: ebbe sì tante soddisfazioni, ma ancora oggi ricorda meno volentieri le 2 edizioni in cui, purtroppo, alcune squadre non si presentarono all’appuntamento della domenica pomeriggio. I giochi continuarono per rispetto al pubblico presente e alle squadre provenienti da fuori città, ma furono ridotti e riorganizzati in pochissimo tempo. Il rammarico, anche per tutto il comitato, fu fortissimo perché le squadre in questione erano quelle degli oratori della nostra città e ciò si verificò per 2 anni di seguito.

Un grazie di cuore ad Albino per i giochi organizzati e anche per il reperimento di tutto il materiale occorrente. Un esempio dimostra tutto il suo attaccamento all’iniziativa: l’anno dei Giochi Senza Frontiera “nazionali”, svoltisi a Stupinigi, si recò lì a chiedere il materiale dismesso per poterlo utilizzare da noi, questo materiale è usato ancora oggi.

Ricordo molto volentieri l’edizione dei giochi che si svolse all’interno della Reggia quando ancora non si parlava di ristrutturazione e di grandi lavori.

C’è stato infine un momento di pausa e per alcuni anni non sono più state organizzate edizioni dei giochi, nel 2014 con un team di famiglie da poco inserito tra i volontari si è ripartiti con il primo “memorial Giselda Carnino” per ricordare la moglie di Albino storico fondatore dei Giochi della nostra Festa. Grazie al suo prezioso supporto abbiamo trovato idee e materiale ed ottimi consigli organizzativi, purtroppo quest’anno anche Albino ci ha lasciati per raggiungere in cielo la sua adorata moglie e quindi la terza edizione dei Giochi diventerà “memorial Albino Suppo e Giselda Carnino” da lassù sono convinto ci continueranno a guidare e si divertiranno con tutti coloro che ogni anno partecipano nell’organizzazione, nel gioco o da semplici spettatori.

Regolamento generale dei Giochi Senza Frontiere