il Nuovo Palio 2.0

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Il Palio dei Borghi

La Storia

(tratto da “1983-2007 Questi primi 25 anni della festa Patronale di Maria Bambina” a cura di Francesco Scrudato)

Questa manifestazione non ha una storia alle spalle, ma è diventata il clou della parte folkloristica della Festa di Maria Bambina.

Quest’anno per il Palio ricorre la ventiquattresima edizione, ritengo per questo che valga la pena ripercorrere le tappe principali caratterizzanti la sua esistenza, dalla nascita ad oggi ...

Non appena messa in archivio la prima edizione della Festa, realizzata in poco tempo e con mezzi finanziari limitati perchè tutto quanto avevamo messo in bilancio era stato speso per la statua, ci mettemmo subito al lavoro per l’edizione successiva. L’esperienza della prima Festa ci
fece capire che man-
cava qualcosa che
potesse coinvolgere i
vari borghi di Venaria,
il rispetto e l’Amicizia
che legava molti di noi
con l’Associazione
“Amici del Piemonte”,
presieduta dal compianto Gianni Betta e
supportata dall’amico
Berto Montersino, fece
tutto il resto. Era già primavera
e una domenica gran
parte del comitato fu ospite di Gianni e Anna Betta nella tenuta“’l Columbé”diCorsione attorno ad una tavolata imbandita, con una buona grigliata ed il loro ottimo e pregiato vino. Finito il pranzo, mentre le signore discutevano per conto loro, il discorso degli uomi- ni cadde sulla prossima Festa di Maria Bambina, su cosa fare per renderla più partecipa- ta dai Venariesi. Ci trovavamo nella terra del vino buono, del buon “salame d’asu” e del Palio degli asini, come non pensare subito ad un palio anche per la nostra città? Certo non volevamo imitare nessuno, ma fare una manifestazione con regole diverse, con attore principale l’animale e avendo il massimo rispetto per loro, così è stato nel tempo, fino ad oggi.

Detto fatto, tutti furono d’accordo sulla realizzazione del Palio. Lo stesso giorno ci mettemmo alla ricerca di chi potesse fornirci gli asini, trovammo nel signor Sandro Bevilacqua e nella sua signora di Tongo d’Asti un’ottima collaborazione: in tutte le 24 edizioni sono stati loro a portarci molto diligentemente gli asini.

Trovati gli asini bisognava organizzare il Palio e definire il numero di borghi. Ne stabilimmo tredici e visto che nessuno di noi sapeva come anticamente venissero chiamate le zone in cui risiedevamo, in questo furono molto attivi Berto Montersino, Gianni Betta e Nuccio Bruno che conoscendo storicamente tutto il territorio, stilarono l’elenco e la loro collocazione. Alcuni borghi sono piccolissimi e con pochi abitanti ma è innegabile che negli anni hanno avuto una parte molto importante per la vita della nostra città ed anche una parte fondamentale nella riuscita della manifestazione.

Passò la prima edizione del Palio con qualche errore di troppo: il percorso, da piazza Annunziata, continuava in via A. Mensa, piazza della Repubblica, piazza don Alberione e terminava nuovamente in piazza Annunziata , con qualche asino che proseguì fino a piazza Vittorio Veneto: vinse

Beppe Baietto per il “Borgo Trucco”. Dal- l’anno successivo la sede naturale per lo svolgimento del Palio fu la degna cornice di piazza Annunziata, cuore del Centro Storico e di Venaria.

Da subito, bisogna ribadirlo, abbiamo
tenuto conto del ri-
spetto degli animali: il
Palio di Venaria è
l’unico in cui gli asini
non vengono cavalcati, sono invece tirati da fantini che li conducono a piedi e che non sempre sono propensi a seguire chi li guida. I fantini possono essere di ambo i sessi a partire dai 16 anni.

Le difficoltà sono state molteplici, primo il reperimento dei fantini (ogni anno ne necessitano 36), buona parte sono i ragazzi del nostro oratorio. Anche per questa manifestazione abbiamo visto giovani papà o non ancora sposati fare i fantini nelle prime edi- zioni del Palio, ora si trovano ad incitare e dare consigli ai propri figli impegnati con asini sempre troppo testardi. Non fu facile il coinvolgimento nei primi anni degli abitanti dei vari borghi, e forse ancora oggi, non siamo riusciti a raggiungere questo scopo in modo com- pleto, sicuramente mi sento però di sostenere che siamo sulla buona strada.

Ogni anno si è cercato, con i pochi mezzi finanziari a disposizione, di aggiungere qualcosa per avere più visibilità: si passò dalle magliette per i fantini con i nomi dei borghi, alla realizzazione, nel 1992, dei costumi per tutti i fantini con i colori di ogni borgo, tutto fatto in casa da alcuni componenti del comitato coordinati da Carmela Furfari e da Concetta Bongiovanni e tante altre volontarie; nel 2004, con uno sforzo finanziario non indifferente, riuscimmo a stilizzare un logo per ogni borgo dove è rappresentato un simbolo che lo contraddistingue, di questo lavoro ringraziamo la signora Stefania Colletto che ha realizzato tutti i loghi collaborando con il comitato.

Un altro dei problemi del Palio è stato quello del reperimento della paglia per prepa- rare la piazza per lo svolgimento della manifestazione.

Nonostante il Palio venga improntato prioritariamente sul rispetto degli asini (lo svolgimento della gara e il suo regolamento in tutti questi anni lo hanno dimostrato), ci fu chi, nella ventitreesima edizione, volle strumentalmente ed a tutti i costi sabotare la manifestazione. Un Grazie alla LAV (Lega Anti Vivisezione e Caccia) che fece le dovute verifiche e, dopo aver controllato con esito positivo i documenti sanitari degli animali, diede tranquillamente il consenso al regolare svolgimento del Palio. Nel 2007 un’altra associazione di animalisti ha tentato una protesta abilmente tenuta sotto controllo dalle forze dell’ordine; questa volta un pò più rumorosi perché hanno imbrattato sia i muri del palazzo comunale, sia quelli della nostra chiesa con scritte e minacce anche se velate.

A distanza di un anno dalla prima contestazione, oggi non siamo ancora riusciti a capire tanta animosità e accanimento contro questa manifestazione, forse qualcuno soffia sul fuoco? Il Palio si è sempre svolto allo stesso modo, con lo stesso regolamento, senza mai incidenti per gli animali e per i fantini, è sempre stato e sarà un momento focale di grande aggregazione per tutta la città.