La festa Religiosa

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Storia della nascita della festa Patronale

(tratto  da “1983-2007 Questi primi 25 anni della festa Patronale di Maria Bambina” a cura di Francesco Scrudato)

Erano i primi anni 80 ed il punto di ritrovo di moltissimi di noi era piazza Annunziata, i giorni più indicati il sabato pomeriggio e la domenica mattina. Tutta la piazza era piena di gruppetti di persone che si ritrovavano per discutere e scambiarsi qualche parola, tante volte per ricordare nostalgicamente i momenti belli trascorsi nelle “terre natie”. Ogni tanto passava don Pasquale, sempre con la battuta pronta, il quale, tra le altre cose, ci invitava prima di tutto ad andare a Messa ed a frequentare l’oratorio. Il sabato sera c’era il gruppo uomini, l’unico che allora si ritrovava nell’oratorio maschile.

Da un po’ di anni, il 14 agosto, non si festeggiava più S. Eusebio Patrono della nostra città, vuoi per l’avvento di nuove abitudini e vuoi, aggiungerei io, per un maggior benessere degli italiani ed il conseguente “tutti in ferie nel mese di agosto”. La città, di fatto, rimaneva vuota durante il periodo della festa; credo proprio che mancasse quel momento di aggregazione per le famiglie che le feste rappresentano, specialmente nei paesi, e per molti di noi il ricordare quei momenti festosi caratteristici dei luoghi nativi era davvero importante.

Alla fine a forza di pensare al passato a qualcuno venne l’idea: “Perchè non andiamo dal parroco a chiedergli se è possibile organizzare una festa che coinvolga non solo la comunità ma possibilmente anche tutta la città?”

Un gruppo spontaneo formato dal sottoscritto, Pino Tinnirello, Nicola Reina, Lorenzo Scrudato e Sergio Dichiaro, dopo essersi più volte consultato, chiese e ottenne un incon- tro con don Giuseppe Fisanotti.

Era il mese di marzo del 1982, don Giuseppe ci accolse con il suo modo un po’ burbero e diffidente, ma fece subito trasparire, anche se timidamente, tutta la sua bontà d’animo. Dopo i primi convenevoli esponemmo molto semplicemente la nostra richiesta: poter preparare una festa tradizionale per riprendere la festa di San Eusebio e magari rinverdire le feste popolari e tradizionali dei vari paesi. Ci fece tantissime domande a cui non eravamo preparati, mettendoci anche in imbarazzo: sulle nostre famiglie, sulle tradi- zioni dei nostri paesi e sul perchè di quella richiesta. Poi ci invitò a partecipare alla Messa della domenica (non tutti, infatti, eravamo dei frequentatori assidui della S. Messa), questo richiamo ci fece riflettere molto. Infine ci disse che la festa poteva essere quella della Natività di Maria Vergine Patrona della Nostra Parrocchia, ma concludendo ci gelò con un freddo: “Ci penserò e vi farò sapere”.

Pensavamo che nel giro di un paio di settimane ci avrebbe dato una risposta, in pochi a dire il vero, erano quelli che credevano sarebbe stata positiva, ma le settimane passarono come i mesi, e passò anche la Pasqua.

Si stavano avvicinando le vacanze estive e quando forse nessuno di noi ricordava più quella richiesta, nel mese di settembre venne distribuito un ciclostilato della parrocchia, all’interno del quale, tra le altre notizie, si faceva un timido accenno alla nostra richiesta di 6 mesi prima:

“... un gruppo di amici, ricordando le feste religiose che si svolgevano un tempo nei loro paesi di origine, mi hanno chiesto se anche qui per la festa della Natività di Maria, in settembre, non si poteva fare qualcosa di più. Ho promesso che ci avrei pensato e ci saremmo preparati per il settembre 1983 ...”.

Beh ... da quel volantino sono passati più di 25 anni, e se con sorpresa e piacere lo leggemmo allora, l’auspicio è che con gli stessi sentimenti possiate leggere oggi queste pagine di storia cittadina che tutti insieme abbiamo contribuito a creare.

La sensibilità di don Giuseppe Fisanotti era grandissima e trapelava anche da quelle po- che righe che annunciavano che la festa in onore della Natività di Maria (poi da lui chiamata MARIA BAMBINA) si sarebbe potuta fare, ma prima di comunicarlo al gruppo che era an- dato a proporglielo volle ren- dere partecipe tutta la Comunità di Santa Maria.

Passarono alcuni mesi, pas-
sò il Santo Natale, ci si avvici-
nava alle feste Pasquali ed ecco
che un sabato sera il parroco
comunicò con stupore di tutto
il gruppo uomini (ormai eravamo diventati assidui frequentatori e ci si ritrovava tutti i
sabato sera guidati da don
Pasquale Sarli) che era ora di
pensare alla prossima Festa
Patronale. L’entusiasmo fu
tanto che ci mettemmo subito a
lavoro, settembre era vicino.
Stilato un programmino di mas-
sima senza tante pretese, ma con punto centrale la parte religiosa che doveva culminare con la Processione, ci accorgemmo però che mancava l’elemento essenziale: la statua.

La scelta della data

Tratto da “1983-2007 questi primi 25 anni della festa di Maria Bambina” a cura di Francesco Scrudato

Va subito detto che la prima Festa di Maria Bambina si svolse il 2 Ottobre e, come dicevo prima fu una data quasi obbligata per i tempi di consegna della statua. Per le altre edizioni fu, invece, una scelta ponderata, discussa e condivisa principalmente da don Giuseppe Fisanotti. Certo già dalla seconda edizione era nostra intenzione organizzare la Festa entro l’8 di settembre, ma valutando la concomitanza che poteva esserci con la Festa Patronale di S. Marchese che partiva dalla prima settimana e alcune volte continuava anche nella seconda, si preferì posticiparla in modo tale da avere una domenica fissa tutti gli anni per la Processione.

Si scelse l’ultima domenica di settembre, indipendentemente dalle settimane che componevano il mese. Purtroppo riuscire a collocare la data in un periodo dove non c’erano altre feste patronali od eventi non fu sempre cosa semplice e capitò che, in concomitanza con la Processione di Maria Bambina, qualche altra funzione religiosa di interesse cittadino disorientasse i fedeli.